BRINDARE A CAPODANNO, BOLLICINE DEL NORD EST.

“….IL SEGRETO DEL PROSECCO E’ QUELLO DI ESSERE, LA SEMPLICE POZIONE MULTIUSO PER CIASCUNO E PER  TUTTI, UN VERO “CARPE DIEM…”

Che sia stato un 2012 ricco di soddisfazioni, o che sia stato un anno da cancellare, il 31 dicembre un sonoro brindisi non ce lo leva nessuno.

Fosse almeno come auspicio per un miglior avvenire, un buon bicchiere di bollicine in tavola non deve assolutamente mancare. Oggi, voglio consigliarvi cosa stappare allo scoccare della mezzanotte, proponendovi una selezione di bottiglie originarie del Nord Est.

 

Il territorio del Prosecco si estende nella fascia collinare della provincia di Treviso, compresa fra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene. Un insieme di catene collinari che dalla pianura si susseguono fino alle Prealpi. Se Conegliano è considerata il centro culturale della zona del Prosecco e sede della Scuola Enologica e delle istituzioni di ricerca, Valdobbiadene, che ogni anno ospita la Mostra Nazionale dello Spumante, ne costituisce il cuore produttivo.

La zona di produzione si estende sulla fascia collinare della Marca trevigiana, fra Conegliano, Vittorio Veneto, Pieve di Soligo, Vidor e Valdobbiadene; interessa 15 comuni e si estende su un’area di circa 18 mila ettari di superficie agricola. La vite è coltivata solo sui versanti meridionali, a un’altitudine compresa tra i 50 e i 500 metri slm. Attualmente all’albo Doc sono iscritti circa 4.100 ettari di vigneto, lavorati da 3.300 viticoltori, da cui sono stati raccolti nelle ultime vendemmie circa 105 quintali per ettaro.

Le aziende spumantische sono oltre cento, il che fa del comprensorio di Conegliano-Valdobbiadene il più importante distretto enologico italiano specializzato nella produzione di spumante con metodo Charmat.
Il clima del comprensorio collinare, insieme alle caratteristiche dei terreni e alle esposizioni prevalentemente meridionali dei versanti, rende questa zona particolarmente adatta alla viticoltura. Un clima piacevole, tanto che storicamente i nobili veneziani amavano trascorrere l’estate in questi luoghi per sfuggire all’afa lagunare.

La storia del Prosecco è una storia antica e diverse sono le ipotesi avanzate sulla sua origine. La più accreditata identifica il Prosecco con un vino noto ai tempi dell’Impero Romano, il Pucino, proveniente dalle colline carsiche che incorniciano a nord il golfo di Trieste, dove esisteva una località omonima e un vitigno del tutto simile denominato Glera. Le catalogazioni compiute nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene all’inizio del Novecento mostrano l’esistenza di vari biotipi di prosecco.

Ecco il nostro consiglio per salutare il nuovo anno, una selezione dei migliori prosecchi del Nord Est:

–          Valdobbiadene Prosecco Superiore Dei Casel extra dry, meritevole davvero,

dell’Azienda Adami: perlage sottile e sentori agrumati rendono questo vino un toccasana per chi in menù ha un piatto di pesce.

–          Valdobbiadene Prosecco Superiore Prestige extra dry di Mionetto, prodotto con uve glera e caratterizzato da un inconfondibile sapore di mela acerba. Provatelo con i crostacei o con un paté di fegatini.

–          Ed infine, ma non meno degno di nota è il Maso di Ronche Conegliano Valdobbiadene brut dell’Azienda Agricola Cenetae. Raffinato e dal perlage persistente, è fantastico non solo con il pesce, ma anche con zucca e asparagi.

Ecco a voi un primo piatto raffinato sfizioso e nutriente che ben si sposa con tutti i tipi di Prosecco sopra elencati.

Bucatini agli scampi e radicchio

Ingredienti:
2 radicchi rosso di Treviso tardivo, 1 kg di scampi, 1 cipolla, 100 g burro, 400 g bucatini, 1 bicchiere vino bianco, prezzemolo, sale pepe

Procedimento:
affettate finemente la cipolla e soffriggete in una padella con metà del burro: aggiungete il radicchio ben lavato, asciugato e tagliato alla julienne e fate rosolare a fuoco basso per 5 minuti. Sgusciate gli scampi e prima di gettare le teste strizzatele nella padella per recuperarne al massimo il sapore. Rosolate quindi gli scampi sgusciati a fuoco medio, con sale, pepe e il bicchiere di vino bianco. cuocete infine la pasta al dente, scolate e saltate nella padella con il condimento. Fuori dal fuoco, aggiungete il rimanete burro e una spruzzata di prezzemolo

Poesia di Natale…

Sinti la pastorela,
che l`angelo de notePresepio
nunziava a mezanote
ai boni cuori:

Levève su, pastori,
vigni dorar Gesù!
No intardighève più,
nato `l xe là.

Xe `l verbo Dio incarnà,
fio d`una Verginela,
in t`una cassinela,
Bel Bambinel.

Tra `l bò e l`asinel,
in magnadora `l stà:
de strasse involtizzà
su `l fien el zase.

EI ga portà la pase
con alegressa santa:
de `l ziel zozo `lla manda
in tera ancora…

No intardighève alora!
De tuto quel che ò dito
trovarè ben un scrito…
E `l xe andò via.

Groliosi per la via
ma i ga studià i pastori,
portando rose e fiori,
al bel putin,

Osana – int`el camin
cantava anca i re magi,
intanto che i sui ragi
deva la stela.

La storia della Vigilia

NataleLa vigilia di Natale è forse la massima espressione della fede cristiana. Si festeggia la nascita del Messia, e lo si fa rendendogli grazie con cibi, canti, e preghiere. La storia è nota, e sopratutto gli italiani la celebrazione del presepe. Secondo i vangeli, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina, i re magi venuti dall’Oriente seguendo la stella Cometa, trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: lo riconobbero e gli offrirono oro, incenso e mirra. Negli Anni la tradizione è notevolmente cambiata. Ogni regione ha la sua peculiarità.

Le Gondole Veneziane

La gondola veneziana, di innata eleganza, ha solcato i canali cittadini fin dal XI secolo, anche se solo alla fine del quattrocento ha preso le forme aggraziate che ancora conserva. Se oggi sulle vie d’acqua di Venezia si muovono circa 400 gondole, alla fine del XIX secolo ce n’erano 10.000: all’ora i ponti erano in minor numero e si trovavano più distanti, quindi le gondole facevano da traghetto da un’isola all’altra, uso che sopravvive ancor oggi sul Canal Grande. Sono pochi i cantieri che continuano a costruire e a riparare Gondole.

Danni causati dalle onde

I danni agli edifici provocati dal moto ondoso sono peggiorati con il vertiginoso aumento dell’uso di barche a motore. Le onde causate da imbarcazioni di tutti i tipi corrodono le fondamenta,oltre a rendere la vita difficile ai gondolieri. I limiti di velocità per cercare di frenare il fenomeno sono: 7km/h per le imbarcazioni private e 11km/h per i vaporetti sul Canal Grande, 5km/h sui canali più stretti e 20 km/h  sulla laguna.