Abbazia Cistercense Santa Maria di Follina

Ph-GhezzoClaudio _ Abazzia Follina-4L’Abbazia di Santa Maria di Follina sorge, come voleva la regola dell’Ordine Cistercense, vicino al passaggio di un corso d’acqua tra un monte ed un piano. Il complesso monastico , monumento nazionale dal 1921,Eretto su una precedente edificazione benedettina nel XII sec. rivista in epoca cistercense, l’attuale basilica (1305 abate Gualtiero da Lodi – 1335 abate Nordio di Treviso) presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.
All’interno della basilica sono da segnalare tra le pregevoli opere presenti:
la grande ancona lignea di stile neogotico costruita da maestranze veneziane nel 1921, copia perfetta dell’originale ancona presente alla chiesa di S. Zaccaria di Venezia. Essa accoglie la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice che qualcuno ipotizza di origina nubiana del VI sec. , da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio da parte dei follinesi e dalle migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia;
l’affresco “Madonna con Bambino e Santi” del 1527 di Francesco da Milano; un notevole crocefisso ligneo di età barocca (epoca camaldolese) di autore sconosciuto.
Lo splendido chiostro, di età precedente alla basilica e perfettamente conservato nell’elegante effetto di movimento creato dalle colonne che lo costituiscono, fu portato a termine nel 1268, quando i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l’incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso.
Si erge, dall’incrocio della navata centrale con il transetto di destra, la bella torre campanaria di stile romanico a pianta quadrata, il più antico manufatto presente nel complesso architettonico dell’abbazia.
Presente elegante Chiostrino dell’Abate e Loggia del XVI sec.

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Dietro ogni curva, le magie inaspettate dell’alta collina trevigiana

La nuova Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, costituitasi nel 2003, è l’erede diretta di quella che è stata, nel lontano 1966, la prima arteria enologica italiana. Di quello storico tracciato ora sono stati ripresi larghi tratti, a cui però si sono voluti affiancare dei percorsi tematici in grado di valorizzare tutto il territorio, i suoi diversi paesaggi viticoli e le tante attrattive, anche storico-artistiche, disseminate lungo le colline tra Conegliano e Valdobbiadene.

In questo modo la nuova Strada risponde alle richieste del moderno enoturista affamato non solo di grandi vini e di prodotti tipici, ma anche di tutte quelle componenti paesaggistiche, ambientali e culturali in senso ampio che formano, tutte insieme, l’anima e la matrice profonda di un territorio.

Così con i suoi 120 chilometri complessivi che si addentrano e si inerpicano lungo i colli da Conegliano a Valdobbiadene, l’arteria enologica guida il visitatore tra vigneti ininterrotti, borghi e paesi dove si respira il sapore della secolare arte enoica di queste terre, regalando scorci e paesaggi di autentica bellezza e grande fascino, insieme a testimonianze mediovali, eremi, chiesette secolari, tracce della storia rurale civile e religiosa delle genti di qui. Senza dimenticare la possibilità di incontrare, nei tanti locali disseminati lungo il tracciato, la cucina e i prodotti tipici. Ma soprattutto la strada offre al visitare la possibilità di scegliere l’itinerario più vicino alla proprie sensibilità e predilezioni.

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Con una certezza: le terre del Prosecco Doc sanno davvero riservare inaspettate e piacevoli sorprese al visitatore più attento, dietro ogni curva, nel cuore di uno borgo tra i vigneti, sulle cima di una collina magari nascosta alla vista. E forse è proprio in questa capacità di stupire che sta la magia profonda del territorio della Strada del Prosecco e dei Colli Conegliano Valdobbiadene. Ed allora non resta che scoprire più da vicino il tracciato principale e i tre percorsi tematici che completano la nuova arteria del vino.

Testo tratto da http://www.marcadoc.it

L’Osteria senza Oste – Un Monumento alla lealtà umana

Ph-GhezzoClaudio _ OSTERIA SENZA OSTE-5Una piccola sosta nei pressi di Valdobbiadene vicino alla località Santo Stefano, c’è una osteria unica nel suo genere. Vengono da tutto il mondo per visitarla.All’interno del locale potete trovare numerosi libri contenenti le dediche delle persone che hanno visitato questa originale Osteria. Il passaparola ha varcato i confini Italiani facendo arrivare turisti non soltanto dall’Europa ma anche dal Canada, dagli Stati Uniti e dal Giappone.

L’osteria può essere considerata un monumento alla lealtà umana: dopo aver consumato, il conto dovrete farlo da soli. Manca l’oste. Entri, ti servi e te ne vai, non prima d’aver depositato i soldi del conto (che devi farti da solo) in una cassettina di legno a forma di casa, munita di un piccolo lucchetto, sul cui tetto il falegname ha inciso questa sentenza: «L’onestà lascia il segno».

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L’Osteria senza oste è una casa colonica di tre piani in pietra e mattoni, con stalla e fienile, costruita fra le viti a fine ‘800. Dentro ci sono il camino, il secchiaio di marmo, i salami appesi nella moscaróla che li difende dagli insetti, il filo elettrico intrecciato, gli interruttori di porcellana, le carte da gioco trevisane; insomma è un santuario della civiltà contadina.

Quattro tavoli rustici per 14 persone in tutto, un altro tavolo per quattro all’esterno. Carta paglia da macellaio come tovaglia, un centinaio di bicchieri, cinque taglieri di legno, coltelli e persino il frigo incastonato nella marògna, il muro a secco, per tenervi in fresco il Prosecco. Niente superalcolici. Unica concessione: la macchina per l’espresso. Venti passi più in là, una terrazza di legno protetta dal pergolato, a strapiombo sulle vigne, chi non ha mai visto il paradiso, qui ha un acconto: lo sguardo spazia a 180 gradi dalla valle del Piave alla laguna di Venezia, dal monte Grappa al Friuli.

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Il parco di Villa Pisani : Il Parco più bello d’ Italia

Il parco di Villa Pisani è stato insignito del premio “Il Parco più bello d’ Italia 2008”.

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“Passo non si faceva senza trovar nuovo spettacolo e nuova meraviglia”, diceva del parco di Villa Pisani un entusiasta visitatore ottocentesco. E ieri come oggi il parco incanta per le scenografiche viste, le originali architetture, dalla Coffee House all’Esedra,con due gallerie di glicine ai lati, la torretta al centro del famoso labirinto Ph-GhezzoClaudio _ Villa Pisani-5di siepi,su progetto Vista del labirintodell’architetto padovano Girolamo Frigimelica de’ Roberti, autore del famoso “Labirinto d’Amore”, tra i più importanti d’Europa,è formato da nove cerchi concentrici di siepi di bosso, ed è a percorso libero. Pur essendo stato rinnovato più volte, mantiene la sua struttura originaria: richiama infatti,l’idea cinquecentesca dei labirinti inaugurati dai Gonzaga a Mantova. La struttura del parco di Villa Pisani richiama i modelli francesi applicati da Andrè Le Nôtre alla reggia di Versailles e si incrocia con la tradizione veneta del giardino cintato. In epoca napoleonica è stato aggiunto il boschetto inglese a ovest del parco. L’ influenza dell’800 austriaco si caratterizza invece, per la grande attenzione dedicata alla botanica in vaso e in terra, con le serre e l’ inserimento di grandi esemplari arborei, prima che il revival del ‘900 introducesse lunghe siepi di bosso e la grande vasca d’ acqua del parterre. Al 1839 risale la costruzione di una seconda ghiacciaia, posta ad ovest delle scuderie sullo sfondo del grande parterre centrale tra gli alberi del boschetto.
Il parco di Villa Pisani è stato interamente restaurato e oggi si può ammirare una ricca collezione botanica.

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Villa Pisani La Regina delle ville venete

Ph-GhezzoClaudio _ Villa Pisani-2Situata lungo l’incantevole Rivera del Brenta, a 10 minuti da Padova e 20 da Venezia, la maestosa villa dei nobili Pisani si estende su una superficie di 11 ettari ed un perimetro esterno di circa 1.500 metri. All’epoca della costruzione Villa Pisani contava 114 stanze (oggi sono 168), in omaggio al 114° Doge di Venezia Alvise Pisani.

Venne costruita a partire dal1721 su progetto di Gerolamo Frigimelica e Francesco Maria Preti per la nobile famiglia veneziana dei Pisani di Santo Stefano. Al suo interno sono visibili opere di Giambattista Tiepolo (tra cui il capolavoro “Gloria della famiglia Pisani”, affrescato sul soffitto della maestosa Sala da Ballo.) , Giovanni Battista Crosato, Giuseppe Zais, Jacopo Guarana, Carlo Bevilaqua, Francesco Simonini, Jacopo Amigoni e Andrea Urbani.

Ph-GhezzoClaudio _ Villa Pisani-1La sua monumentalità ha fatto sì che la villa fosse più volte scelta come residenza o come sede per incontri dogi, re e imperatori, monarchi,capi di stato e di governo; Villa Pisani ha ospitato anche Napoleone Bonaparte nel 1807 ,che la acquistò dalla famiglia Pisani per 1.901.000 lire venete,per poi consegnarla al viceré del Regno d’Italia Eugène de Beauharnais. Nel 1814 la villa diventò proprietà degli Asburgo, diventando luogo di villeggiatura ed ospitando l’aristocrazia europea, da Carlo IV di Spagna allo Zar Alessandro I a Ferdinando II di Borbone, re di Napoli.
Nel 1866, anno dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, Villa Pisani divenne proprietà dello Stato, perdendo la funzione di rappresentanza e diventando, nel 1884 museo. Nel 1934 ospitò il primo incontro ufficiale tra Mussolini e Hitler. È stata usata da Pier Paolo Pasolini, nel 1969, per le riprese del film Porcile.